Dopo
le piume e i caschetti dei Village People, i colpi d’ugola
di Gloria Gaynor e le sonorità elettroniche di
Kylie Minogue, pare che il prossimo revival del nuovo
millennio riporterà alla vita niente poco di meno che i luccicanti
anni ‘60.
In realtà, i segnali di un rinato interesse per il sixty-style
erano nell’aria da qualche tempo quando, accanto alle gettonatissime
serate ‘70 e ‘80, comparivano anche quelle targate ‘60:
erano piccole occasioni ma l’attenzione a loro riservata non era
in realtà così tanta. Quella che si sta affacciando adesso
sul vecchio continente, invece, sembra essere una vera ondata di suoni
e immagini provenienti dagli anni delle mille bolle blu di Mina.
Pubblico e critica hanno recentemente potuto apprezzare, sia al di qua
che al di là dell’oceano, Down with love (Abbasso
l’amore) frizzante pellicola dalle tinte rosa con la simpatica
Renè Zellweger e Ewan McGregor: a venir riprese sono le commedie
di Doris Day e Rod Huston correlate di vestini-caramella, romanticismo
alle stelle e stilosi duetti canori. In Inghilterra, invece, sta scalando
le classifiche Free me, il nuovo disco di Emma Bunton (la Baby
Spice), una celebrazione pop degli anni ‘60. Dopo aver incantato
il Regno Unito con il singolo Maybe, il cui video ha rilanciato
la moda della duck-dance, nel clip del singolo di traino I’ll
Be There (foto in alto) Emma ha ripreso il francese Au Bout De
Souffle di Jean-Luc Godard, con inquadrature a La Dolce Vita
e una biondissima protagonista che fa il verso a Brigitte Bardot; la critica,
dal severo Q al feroce Sunday Mirror sembrano stare tutti dalla sua parte
e apprezzare il nuovo stile adottato.

Come se
non bastasse si moltiplicano gli interessi relativi ai musical anni ‘60
(si riscoprono The Sound Of Music, Mary Poppins e tanti
altri) e registi di grido infarciscono le colonne sonore delle loro pellicole
con riferimenti alle stesse sonorità (Bang bang, he shot me
down vi dice nulla?). E in Italia? Giorgia, ormai consacrata come
l’artista italiana più eclettica del momento, ha scelto di
usare nel video del suo ultimo pezzo, La Gatta, una scenografia
presa pari pari dagli spettacoli di varietà degli anni ’60,
quelli che la Rai ripropone con sempre maggiore insistenza. La voglia
di 60’s dilaga, dunque. Tenetevi pronti perché fra qualche
mese ci ritroveremo tutti a rifare il ballo del qua qua in qualche discoteca.
Ma voi ve lo ricordate?
(Alessio
"masahiko" Baù per Spiceflash.Com)
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