È difficile riassumere il fenomeno Madonna in poche righe: la sua più che ventennale carriera si presta alle più svariate interpretazioni, dalle più celebrative alle più critiche. Su cosa è basato il suo successo? È mera strategia di marketing o buona musica? Scandali calcolati o reale esperienza artistica? Avere una visione obiettiva su di lei è quasi impossibile: Madonna divide pubblico e critica, la sua figura è odiata o amata, senza vie di mezzo, e tutti sembrano pensarla diversamente.

Rimane il fatto che Louise Veronica Ciccone, moglie e madre quarantaseienne, sembra aver ancora molto da dire nonostante tutto ed è, ad oggi, una delle personalità più influenti del panorama musicale mondiale.
È indubbio che quando si pensa a Madonna la mente corra subito agli scandali che ha suscitato: tutti ricordano i suoi completini succinti con i seni a punta, i suoi video al limite dell’hard o del blasfemo, il suo libro scandalo SEX; e se qualcuno pensava che con la maternità la Ragazza Materiale avesse messo la testa a posto è stato sonoramente smentito: il bacio saffico con le due eredi designate, Britney e Christina, oltre ad aver sottolineato la sua supremazia in campo musicale ha sollevato un polverone che ha coinvolto tutti i media per mesi.
La polemica sessuale è sempre stata uno dei suoi cavalli di battaglia, ma ci si dimentica spesso dell’incidenza che tale polemica ha avuto per la liberalizzazione sessuale della società attuale. Si potrà certo obiettare che le sue idee al riguardo non erano per niente innovative, che altri erano venuti prima di lei e che ha usato il tutto per promuovere se stessa, in ogni caso le si deve riconoscere il merito di essersi messa davvero in gioco per portare all’attenzione del grande pubblico tematiche scomode, talmente scomode che spesso hanno inciso molto negativamente sul suo successo: Erotica è forse il suo album migliore, in ogni caso è proprio quello che ha venduto meno della sua carriera a causa dello scandalo provocato dal libro SEX. E se è vero che ciò che è accaduto ai VMA del 2003 è stato fatto più per pubblicità che per altri scopi, è anche vero che ha fatto quel che il pubblico si aspettava da lei per riacquistare consensi e visibilità, dopo che il in USA l’avevano crocefissa per aver criticato l’amministrazione Bush e la guerra in Iraq. Probabilmente delle opinioni serie disturbano di più di una performance un po’ spinta.

Ciò che si dimentica più facilmente di Madonna è proprio quello che lei sa fare meglio: la sua musica. Durante la sua carriera, la Signora Ritchie ha confezionato album che hanno cambiato la faccia della musica pop, misurandosi con sonorità e liriche innovative che hanno influenzato schiere di altri artisti, e che è in continua evoluzione.

Inizialmente Madonna si è imposta con un sound facile, leggero ed accattivante, ma che presentava già qualche gioiello come Live To Tell o Papa Don’t Preach, canzoni che affrontano temi mai trattati prima da altri artisti, lasciando intuire che dietro all’immagine fresca e conturbante ci fosse qualcosa di ben più profondo. Madonna inizia a fare sul serio nel 1989, anno della pubblicazione di “Like A Prayer”, un album in cui per la prima volta al pop si coniugano testi intensi e profondi: un’accoppiata insolita, ma vincente. Il ricordo della madre, il travagliato rapporto col padre, la fine del matrimonio con l’attore Sean Penn, tutto questo e molto altro concorre a rendere questo album uno dei migliori della sua carriera e dalle sonorità ancora attuali.
La carriera musicale di Madonna continua fra alti e bassi, e gli scandali sembrano accompagnarla in maniera indissolubile: nel 1990 gira un video scandalo per promuovere il singolo Justify My Love (Coprodotto con un allora sconosciuto Lenny Kravitz) che sarà addirittura rifiutato dalle TV, ma accolto con gran piacere dal pubblico, visto il grande successo che ha la videocassetta, commercializzata per distribuire in qualche modo il videoclip. Quando nel 1992 esce Erotica, pubblico e critica hanno già un’idea precisa sull’ultima fatica artistica della Ragazza Materiale, creata sulla scorta delle immagini del libro SEX: idea più che sbagliata, poiché a posteriori è stato riconosciuto come uno dei migliori album della cantante. Oltre a darci un suo punto di vista sul sesso (cosa che le donne allora sembravano non avere), Erotica è un intenso viaggio attraverso se stessa, che passa per il dolore e la speranza.
Madonna riacquista consensi solo nel 1994 con Bedtime Stories, il suo album più impegnativo dal punto di vista della produzione, che la vede al lavoro con un team di produttori diverso quasi per ogni canzone. Il risultato è una miscela di R’n’B e pop con un accenno di elettronica che riporta Madonna al suo status di artista nota per la sua musica, oltre che per gli scandali. Grazie al successo ottenuto con il disco, Madonna può cimentarsi nella sua maggior fatica cinematografica: il musical Evita diretto da Alan Parker. Madonna si butta anima e corpo nel progetto: esercita la voce e migliora la sua recitazione, ed anche la critica se ne accorge, infatti nel 1997 è premiata con il Golden Globe come miglior attrice protagonista, e la canzone “You Must Love Me”, scritta appositamente per lei dagli autori del musical, riceve l’Oscar come miglior canzone originale.
Madonna sembra vivere di una nuova vita: il suo avvicinamento alla Cabala e la nascita della figlia Lourdes Maria, fortemente voluta, sembrano avviarla ad un’esistenza serena. L’artista ripensa la sua vita, e anche la sua musica cambia di conseguenza: nel 1998 esce “Ray Of Light”, album osannato da pubblico e critica. Dopo le confessioni di “Like A Prayer”, Madonna scava ancora di più dentro di sé, operando un disincantato bilancio della propria vita e coniugando testi emozionanti e sentiti a sonorità innovative: una sintesi di pop, elettronica e techno, che ci restituisce l’immagine di una donna nuova, matura e consapevole.
La strada della sperimentazione elettronica è aperta, e Madonna continua a percorrerla anche nei suoi album più recenti. Il 2001 è l’anno di Music, in cui Madonna riafferma ancora una volta la supremazia nel campo della dance, lasciandosi andare anche a esperimenti country con l’aiuto della chitarra, strumento alla quale si avvicina anche grazie al marito, il regista Guy Ritchie.
Il suo ultimo album è American Life (2003), che prosegue sulla falsariga produttiva di Music ma che presenta una struttura più complessa. Madonna adesso è una donna sposata, con due figli, e con un rinnovato senso di responsabilità che la costringe a fare i conti con sé stessa e con la società americana, che lei volente o nolente rappresenta, con tutte le sue contraddizioni. Madonna si scaglia contro la guerra in Iraq, ma anche e soprattutto contro un sistema di valori che a lei appare sbagliato; i suoi connazionali non glielo hanno ancora perdonato.


Madonna ha da poco concluso il suo Re-Invention Tour, in cui ripropone anche alcuni dei suoi brani più famosi rivisti e rinnovati, mentre si parla già insistentemente di un nuovo album e di nuove strade artistiche da percorrere. I detrattori possono mettersi l’animo in pace: non ci libereremo mai del fenomeno Madonna.
Come abbiamo già detto, Madonna ha improntato a sé la musica pop al femminile: la sua musica e la sua immagine vengono prese come termini di paragone per tutte le ragazze che si affacciano nello sfavillante mondo della musica pop. Il confronto con una personalità artistica così totale è vissuto in modi differenti: si va dall’imitazione più pedissequa ad un’inevitabile ispirazione sviluppata però con originalità. Le Spice Girls fanno parte del secondo campo, ed è stata questa la loro forza.
Già dai loro esordi, nell’ormai lontano 1996, le Ragazze non hanno mai fatto mistero di ispirarsi a Madonna, sia musicalmente che come filosofia di vita. La personalità di Madonna ed il suo esempio hanno certamente influenzato la musica e le scelte d’immagine delle Spice, spingendole a presentarsi come donne indipendenti, un po’ mature ed un po’ bambine, che sanno benissimo ciò che vogliono: i testi delle loro canzoni sono inni alla libertà e alla gioia, ma esprimono forte decisione. Anche il tanto sbandierato “Girl Power”, a ben vedere, è la rielaborazione originale di influenze diverse, tra le quali Madonna non è certo la meno importante: se ci si addentra in alcuni testi della signora Ritchie, come ad esempio Express Yourself dell’89, si noteranno delle similitudini lampanti.
E Madonna? Cosa pensava la diretta interessata, eletta musa ispiratrice di uno dei più travolgenti fenomeni musicali e di costume degli anni 90? Madonna semplicemente sorrideva ed annuiva. Nel 1998, nel rispondere ad un’intervista, dichiarò di essere stata anche lei una Spice Girls quando esordì. Effettivamente, se pensiamo alla ragazza dei primi anni 80, dal trucco pesante, dalle stravaganti mise e dal piglio deciso, non fatichiamo ad avvicinarla alle immagini più famose delle Ragazze Speziate. È divertente anche notare come il titolo del primo singolo delle Spice Girls, “Wannabe”, sia un neologismo coniato dalla stampa negli anni 80 per descrivere le schiere di ragazzine che, travolte dal fenomeno Madonna, la imitavano nel modo di vestire e di comportarsi, coprendosi di pizzi e di croci. Corsi e ricorsi della storia...
Anche da soliste le Spice non hanno perso la vena giocosa e decisa che le caratterizzava in passato, e anche l’influenza di Madonna non è mai venuta meno, ad esempio Melanie C, per il suo primo album da solista, ha lavorato con gli stessi produttori di Ray Of Light, ottenendo un prodotto davvero incredibile: se alcune sonorità possono risultare simili, il talento e la personalità della Sporty Spice pervadono questo album, e pubblico e critica l’hanno giustamente osannato, a dimostrazione che dietro il fenomeno Spice c’era (e c’è) anche una elevata dose di talento.
Il membro del gruppo che presenta più forti attinenze con la figura di Madonna è certamente Geri Halliwell: musicalmente il suo pop facile e leggero, quantunque non scontato, ricordano gli esordi della Ciccone, e anche la sua immagine pubblica di donna intraprendente e matura, un po’ giocosa un po’ scandalosa, ma anche fragile e sensibile, è accostabile a quella di Madonna. Geri però mantiene i piedi ben saldi a terra: a chi azzarda paragoni pericolosi, come ultimamente è stato fatto, lei risponde molto candidamente il contributo di ognuna è stato ben diverso, e che paragonare lei a Madonna è come paragonare Damien Hirst a Michelangelo.
E come immagine mi sembra davvero calzante per riassumere la differenza tra Madonna ed ogni altro artista pop, uomo o donna che sia.


(Luca "Jekke" Giacomelli per Spiceflash.Com)

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